Andrea Chiappetta sul Dominio Cibernetico

03/05/2019

Andrea Chiappetta sul Dominio Cibernetico

III Seminario Italian Open Lab [13]

Durante il terzo appuntamento di Italian Open Lab sul dominio cibernetico Andrea Chiappetta focalizza il suo intervento sull’urgenza di rafforzare la cyber security nel settore dei trasporti marittimi.

Il 75% delle merci che arrivano in Italia e partono dal nostro Paese, infatti, viaggiano via mare e  questo è il terzo settore a livello mondiale che subisce più attacchi.

Per questo motivo Aspisec srl, società specializzata nella sicurezza via mare nata tre anni fa dall’idea di Andrea Chiappetta e dei suoi soci under 35, ha puntato a scovare le falle del sistema di sicurezza in questo ambito e a migliorarlo coinvolgendo la Capitaneria di Porto, l’Autorità Portuale e le Forze militari.

Gli Stati Uniti hanno investito molto nella sicurezza dei porti  e, anche in sede comunitaria, si sta muovendo qualcosa, quindi la Difesa dovrebbe prendere spunto dagli americani e applicarsi molto di più su questi fondi senza così gravare sul nostro”.

L’esperienza principale è stata fatta al porto di Genova, dove è stata scelta una nave da analizzare e si è scoperto che era facile accedere al suo sistema interno per un problema di firmware, che lasciava passare non solo le minacce di hacker ma autorizzava anche l’iscrizione in rete di qualunque soggetto sospetto.

E se si pensa che per accedere al sistema interno di una nave ci sono ben 130 porte d’ingresso, aggiornare e potenziare la tecnologia sulla sicurezza diventa un imperativo categorico.

L’idea è arrivare alla creazione di un Hybrid Port, una sorta di fusione cioè tra ciò che è fisico e ciò che è digital. Il che consente al nostro Paese di velocizzare i traffici leciti e di scoprire quelli illeciti”.

Ci sono però ancora tanti aspetti da verificare nel sistema della Capitaneria di Porto: dagli interventi fisici da mettere in sicurezza alla fibra ottica per la rete alternativa, fino ad arrivare al mondo radaristico.

Il mondo radaristico  è un mondo a parte che merita una discussione a parte. Stiamo lavorando infatti per l’Ibm ad una soluzione per la verifica di integrità del firmware e ci aspettiamo grandi risultati. Ma in questo l’Italia ha gente fantastica al suo interno”.

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