Corrado Broli sul Dominio Cibernetico

03/05/2019

Corrado Broli sul Dominio Cibernetico

III Seminario Italian Open Lab [11]

Al terzo appuntamento del seminario di Italian Open Lab sul dominio cibernetico, Corrado Broli parla di cyber war.

“Dietro ogni attacco hacker c’è un’organizzazione criminale che mira a mettere in ginocchio l’economia di un Paese e, di conseguenza, il Paese stesso”.

Corrado Broli, country manager dell’azienda Darktrace che, attraverso laboratori di ricerca e di sviluppo, ha realizzato una tecnologia in grado di sventare un attacco in appena due secondi.

“Le organizzazioni criminali che inquinano questo settore sono dotate perfino di un call center, che opera di solito in Paesi come la Bulgaria, la Romania e anche la Cina, a cui si può telefonare per commissionare un attacco. A questo punto viene esposto il listino prezzi, si conclude l’accordo e l’autore del crimine può anche chiedere informazioni in corso d’opera su come si sta svolgendo l’attacco e a che punto si trova”.

Anche lo spionaggio tra gli Stati rientra nel novero delle attività criminali contro la cyber security e il ritardo con cui le aziende si accorgono di aver subito una violazione del proprio sistema interno costituisce il nodo centrale dell’insieme delle problematiche che attiene agli hackeraggi.

La tecnologia varata da Darktrace, basata sull’Intelligenza artificiale, consente di far emergere in appena due secondi le minacce che provengono dall’esterno e dall’interno, perché ha la visuale completa dell’intera rete, riesce a ricostruire l’attacco in 3D e a carpire il flusso dei dati che in quel preciso momento si stanno scambiando gli utenti presenti su quella determinata piattaforma.

“Solo riconoscendo l’attacco in tempo reale è possibile contrastarlo ed è proprio questo che riesce a mettere a punto Darktrace e il GDPA ha dato la possibilità di conoscere quando un’organizzazione qui in italia è stata attaccata. Prima di Darktrace, se una banca veniva hackerata, il correntista non ne veniva mai a conoscenza. Oggi invece c’è l’obbligo di comunicare entro 48 ore”.

Attenti però a non eccedere nell’italianità come matrice unica dell’innovazione tecnologia in tema di cyber security: è questo l’avvertimento che lancia il country manager della società.

“Un’eccessiva autarchia rischia di vanificare gli sforzi fatti, e mai prima di ora c’è stato un Governo che ha fatto cose utili in questo settore. Il confronto con gli altri Paesi europei, con le loro esperienze e con le singole capacità, può rafforzare sempre di più la sicurezza e quindi l’economia di uno Stato”.

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