Francesco Vestito sul Dominio Cibernetico

03/05/2019

Francesco Vestito sul Dominio Cibernetico

III Seminario Italian Open Lab [05]

Esordisce così al terzo appuntamento del seminario Italian Open Lab sul dominio cibernetico Francesco Vestito, ufficiale dellAeronautica Militare prestato allo Stato Maggiore della DifesaItalian Armed Forces con l’onere di guidare ilComando Interforze per le Operazioni Cibernetiche(CIOC).

“Non serve solo creare tecnologia, ma formare persone che siano in grado di creare tecnologia e che questa sia valida per tre anni”.

Potrebbe sembrar strano sentir parlare di ecosistema in tema di cyber security, eppure Francesco Vestito lo fa e non ha alcun dubbio che questa sia la strada giusta per fare dell’Italia uno dei Paesi leader nel settore.

Il team che aspira a creare il comandante Vestito deve essere composto da operatori delle scuole pubbliche, degli istituti superiori e delle Università.

“Noi andiamo a braccetto con le Università e le industrie, perché vogliamo trasferire il nostro know how a loro, creare quella acqua pura minerale che è il nostro prodotto industriale compatibile con una tattica militare nostra che possa fungere da barriera difensiva e tecnica. Questo è l’ecosistema che sto provando a fare andando di continuo in giro per le Università d’Italia”.

E se l’obiettivo del seminario Italian Open Lab è creare un hub tecnologico non ci sarebbe alcun problema a realizzarlo, ma solo se si è in possesso del team a cui aspira il comandante Vestito. Però resta un ostacolo da superare e un vuoto da riempire: istituire una facoltà universitaria destinata unicamente al cyber.

“Il cyber range  serve a creare le squadre e a fare sistema. Faccio parte del Cyber Commander Forum, a cui appartengono 15 comandanti rappresentativi di tutto il mondo, e vi dico che i cyber commander sono pochissimi e taluni sono scatole vuote. Ma se ci muoviamo tutti insieme possiamo alimentare la formazione dell’industria e dell’Accademia, formare i nostri uomini e la piccola media impresa senza invasione di campo di modo da creare così una eccellenza da trasferire all’estero”.