Luigi Francesco De Leverano sul Dominio Cibernetico

03/05/2019

Luigi Francesco De Leverano sul Dominio Cibernetico

III Seminario Italian Open Lab [03]

Al terzo appuntamento di Italian Open Lab sul dominio cibernetico il generale Luigi Francesco De Leverano svela il suo mantra: nserire il mondo militare, accademico e industriale in un circuito in cui questi tre attori si aggiornano e si scambiano informazioni e conoscenze nel modo più sinergico possibile, per dare sviluppo alle aziende e alle Università italiane.

Il Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa – Italian Armed Forces ricorda con fermezza che:

“La rapida evoluzione della minaccia cibernetica richiede una capacità di difesa sempre più efficace, perché la minaccia sta crescendo proporzionalmente alla dipendenza informatica da parte di Paesi tecnologicamente più avanzati e, in questo contesto, la Difesa costituisce uno dei metodi più efficaci di lotta asimmetrica al confronto tra due o più soggetti le cui forze militari possono anche differire l’una dall’altra”.

Gli attacchi possono provenire da molti attori privi di identità che, con modalità diverse, riescono ad influenzare settori vitali di un Paese. Ecco perché nel 2016 la Nato, in occasione del Summer di Varsavia, ha riconosciuto il cyber spazio come il quinto dominio operativo militare oltre a terra aria cielo e spazio.

Per rafforzarsi contro le minacce esterne, la Difesa ha da tempo avviato un processo evolutivo attraverso le implementazioni di attività nel campo dell’informazione, della formazione e della selezione e reclutamento del personale.

Tra le azioni più importanti, il Sottocapo di Stato Maggiore ricorda: l’acquisizione di assetti tecnologici per la federazione delle reti della Difesa (il loro monitoraggio e la supervisione accentrata), la Scuola di Chiavari e quella delle comunicazioni delle Forze Armate, il Centro Interforze di Intelligence di Porta Galera, il cyber range del mondo accademico ligure e delle industrie locali, il polo di addestramento degli operatori cyber della difesa e il gruppo di progetto guidato da Ruggiero Di Biase.

“L’obiettivo è perseguire una unicità di comando dei vari assetti di cui l’area Interforze è dotata, perché noi abbiamo le capacità professionali ma queste vanno assemblate e gestite in modo coordinato. La Difesa continua a vedere come ineludibile la necessità di uno sviluppo della sinergia tra il mondo industriale e accademico, ed è necessario continuare a camminare lungo questo percorso che attragga anche intelligenze di altre realtà”.

E, anche in questo caso, gioca un ruolo fondamentale il Ministero degli Esteri che deve lavorare all’esternalizzazione dei prodotti italiani.

 

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