Armando Orlandi sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Armando Orlandi sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [09]

La verità è più amara di quel che si dice e ad ammetterlo al seminario Italian Open Lab sul dominio spaziale è Armando Orlandi, coordinatore in Confindustria delle Piccole imprese, che scardina il racconto quasi elegiaco sul mondo aerospaziale che tende a fare del nostro Paese un concentrato di risultati positivi.

“La situazione è problematica. Lo Stato spende un miliardo di euro con risultati molto spesso poco efficaci, dal momento che siamo l’unico Paese ad aver perso la sovranità nazionale nella produzione industriale e ad aver smarrito quel passo che ci ha fatto essere leader nel settore delle Telecomunicazioni”.

Tutta colpa del rapporto tra le piccole e medie imprese e le grandi imprese che, dal punto di vista organizzativo Orlandi definisce “veteroindustriale”, dal momento che, esattamente come accadeva fino a 30 anni fa, le Pmi sono ancora considerate capaci di fornire competenza ad un livello inferiore e flessibilità occupazionali slegate da logiche sindacali.

“Le Pmi invece devono svolgere una funzione diversa e devono diventare  tecnologiche, seguendo la scia del learningdi stampo statunitense che mette loro in condizioni di poter sviluppare in proprio sia sistemi che sottosistemi qualificanti”.  

Mentre nel campo automotiv le Pmi riforniscono il 40% di componentistica qualificata alla grande industria tedesca dell’automobile, questa capacità si perde quando ci si sposta nel settore spaziale. Allora, come approcciare in maniera diversa questo scenario?

“Bisogna riqualificare la spesa spaziale. Sentiamo sempre chiedere ulteriori risorse finanziarie, ma riqualificare la spesa verso quel mix di piccoli sistemi, selezionando le necessità del sistema paese, è la strada che bisogna intrapredere. E i progetti Coz inspace o Spin in offrono l’opportunità nuova al nostro Paese per svolgere un ruolo importante in un mondo che vede l’Europa schiacciata dal dinamismo americano e degli ex Paesi emergenti come Cina, India e Corea”.

La proposta lanciato al tavolo del terzo seminario sul dominio spaziale è dunque quella di definire un ammontare finanziario per le attività delle Pmi in ambito aerospaziale che si aggiri tra il 10 e il 20%.

“Negli ultimi anni abbiamo sofferto un atteggiamento ostativo verso le Pmi in particolare da parte dell’Agenzia Spaziale Italiana, diversamente della Difesa che invece ha affrontato una spesa del 40%”.

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