Giuseppe Matarazzo sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Giuseppe Matarazzo sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [18]

Al seminario Italian Open Lab sul dominio spaziale Giuseppe Matarazzo porta la testimonianza di un successo imprenditoriale nel settore spazio. Un successo tutto italiano.

Direttore del marketing istituzionale e Referente per l’Agenzia Spaziale Italiana e per la Difesa, Matarazzo dichiara che la sua azienda, la Thales Alenia Space, ha realizzato le più grandi costellazioni a Roma e il 50% della stazione spaziale europea.

Anche la famosa cupola di Torino, dove tutti gli astronauti fanno selfie, è un prodotto interamente italiano.

Torino è diventato così un centro eccellenza per satelliti scientifici e stazione spaziale, lo stabilimento de L’Aquila è la fabbrica più moderna di apparati elettronici e antenne in Europa, mentre Milano seppur ridotto resta un centro di eccellenza per prodotti gps satellitari.

Tuttavia non mancano criticità che, al convegno sul dominio spaziale Giuseppe Materazzo individua in questo modo.

“Il programma Cosmo, operativo dal 2007, sta finendo il suo ciclo di vita operativa, quindi va sostituito al più presto. Bisogna poi completare la costellazione con altri due satelliti, ma purtroppo si ritarda ancora e il rischio è che da un momento all’altro i satelliti smettano di funzionare”.

Anche Sicral 2, unico esempio di collaborazione bilaterale Italia-Francia, va sostituito. In compenso bisogna dare continuità alla fase A del Sicral e al programma Ital Govsat, perché quest’ultimo svilupperà tutti i sottosistemi principali della piattaforma italiana.

Ma, prima di tutto, va realizzato uno strumento di governance effettivo.

“La Space economy permette a noi industriali di partecipare alla realizzazioni, ma manca ancora la e capacità di Regioni e Mise di convergere in un progetto unico per arrivare a realizzare ciò che serve”.

Anche questo progetto, però, risente di lentezza e ritardi nella sua realizzazione. Ecco perché l’azienda che rappresenta Materazzo ha suggerito al Governo di ridurre l’investimento italiano per Sicral 3 e di investire nel sistema SHF sfruttando ciò che ha fatto la Francia con progetto Seorius 4.

L’Italia, così facendo, potrebbe essere l’unico Paese a realizzare completamente in autonomiala parte hardware del progetto francese.

Iddp e IDF sono due strumenti da sfruttare di più, perché la Difesa europea si farà e, se l’Italia non è presente, ci sarà alleanza franco-tedesca che ci farà fuori. Perciò abbiamo bisogno del supporto delle istituzioni e della presenza della Difesa nei paesi esteri, come fa la Francia che ai tavoli internazionali si presenta con un proprio rappresentante ufficiali che si fa portavoce dell’interesse nazionale”.  

 

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