Serafino D’Angelantonio sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Serafino D’Angelantonio sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [20]

Al secondo seminario di Italian Open Lab sul dominio spaziale Serafino D’Angelantonio, Chairman e CEO dell’Airbus Italia spa, elenca ciò che in trenta anni l’azienda è riuscita a produrre: dalla linea Janus Aereo nel settore Terminal Sat Cot alla connettività on board e ad un prodotto che vola sulla piattaforma del Ministero della Difesa e nel Network for the Sky di Airbus.

“Quello delle Telecomunicazioni è settore fortunato rispetto alla missilistica e all’elettronica, perché negli ultimi tre anni ci sono stati investimenti importanti, molta attenzione degli stay colders e una governance innovativa che adesso deve diventare sempre più operativa”.

Trenta anni di competenze nel settore delle Telecomunicazioni satellitari hanno fatto di Airbus Italia spa una Pmi leader nel mercato, grazie anche al sostegno del Ministero della Difesa, dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Agenzia Spaziale Europea.

Nata come società di ingegneria per conto terzi con il nome di “Space Engineering” (controllata italiana di Airbus Defence and Space dal 2015), l’azienda sviluppa applicazioni per l’Internet of Things (IoT), terminali mobili per applicazioni aeree, ferroviarie e terrestri, componenti RF e modem di terra. E adesso sta diventando un’industria di programma e di prodotto.

C’è però ancora qualcosa che non funziona bene: la competitività della filiera nel suo insieme e la situazione rischia di peggiorare perché il mondo spaziale sta vivendo una rivoluzione con cicli rapidi e nuovi players molto aggressivi sostenuti da finanziamenti privati ingenti.

“Quindi è giunto il momento di guardarsi allo specchio e capire il reale modello della nostra base industriale per vedere come ci posizioniamo nel mercato. Una buona politica industriale è quella che sostiene economicamente le Pmi, perché è qui si annida il vero punto debole insieme ai tempi troppo lunghi della burocrazia che non sono compatibili con la space economy. Se ci aiutate ad avere un time to contract rapido, noi possiamo avere un time to market rapido che ci consente di avere successo sul mercato”.

Sul fronte dell’export, inoltre, bisogna avere l’umiltà di guardare anche ai progetti che funzionano, come quelli sviluppati dal Regno Unito e dalla Francia e prendere spunto per svilupparne di propri.

Infine Serafino D’Angelantonio, approfitta del secondo seminario sul dominio spaziale per lanciare un monito alla Difesa, affinché svolga un ruolo sempre più trainante nel settore dello spazio.

“I programmi militari sono un’opportunità di crescita unica per le aziende, ma ciò necessita di investimenti più importanti rispetto a ciò che è stato fatto finora”.

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