Giuseppe Abbamonte sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Giuseppe Abbamonte sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [16]

Come si muove il Governo in materia spaziale e aerospaziale? Lo spiega, al secondo seminario di Italian Open Lab sul dominio spaziale, l’ammiraglio Giuseppe Abbamonte che guida la Direzione Informatica Telematica e Tecnologie Avanzate (TELEDIFE) del Ministero della Difesa.

TELEDIFE si occupa prevalentemente di elettronica e informatica e, nella sua giurisdizione, rientra anche la gestione esclusiva dei satelliti. Senza TELEDIFE, insomma, non si potrebbero sottoscrivere i contratti e appaltare progetti di sviluppo, acquisizione e ricerca militare.

“La Difesa infatti consta di due aree: una tecnico-operativa (SMD) e l’altra tecnico-amministrativa, che determina la polis industriale degli uffici generali e nelle sue direzioni tecniche svolge attività di acquisizione e contratti”.

Dunque senza i finanziamenti della Difesa, l’Agenzia Spaziale Italiana non potrebbe realizzare tutti quei programmi destinati sia ad un impiego civile che militare.

“Gli indirizzi del Governo, anzi del COMIT per la precisione sono contenuti in un breve documento di appena cinque pagine, varato il 25 marzo 2019, che detta linee guide della governance nazionale e individua i settori strategici”.

Da questo documento l’ammiraglio Abbamonte ha estratto tre punti fondamentali, che in realtà altro non sono che gli obiettivi fissati dal Governo per potenziare il ruolo dell’Italia nel settore spaziale e aerospaziale.

Il primo punto è darsi una programmazione pluriennale coerente con l’orizzonte temporale nel breve e lungo periodo, in grado di incrementare le capacità nazionali strategiche nel settore aerospaziale, e rafforzare la cooperazione internazionale e le alleanze strategiche.

Poi c’è da valorizzare tutto ciò che c’è e deriva dall’ambito spaziale, quindi commercializzare i propri prodotti (come si sta facendo con la Polonia, la Finlandia e la Francia) e promuovere la partnership pubblico-privata.

“Va responsabilizzata l’industria, che deve investire insieme alla Pubblica amministrazione. In questo modo infatti è possibile disporre di maggiori risorse e consentire al bilancio statale di investire anche in altre attività. Inoltre vanno blindati i programmi perché nel momento in cui si coinvolge un’industria è chiaro che il programma deve andare avanti e si evita che il costo salga alle stelle”.

Infine, bisogna avere la capacità di attrarre capitali privati, anche quelli provenienti dai piccoli risparmiatori e rivedere alcuni articoli del codice degli appalti che mal si adattano ad un settore in continua crescita come quello aerospaziale.

“Lo spazio è un settore strategico che presenta molte opportunità ed è un ritorno alle origini. A questo tavolo è stato citato il professore Broglio che ha gestito il lancio del primo satellite. Ecco, ritornare ad essere una potenza spaziale è una cosa che può far piacere a tutti”.

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