Manrico Mastria sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Manrico Mastria sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [21]

Al secondo seminario di Italian Open Lab sul dominio spaziale Manrico Mastria, di Avio Aerospace, azienda leader nel campo della propulsione spaziale che ha le sue radici nella storica BPD – Difesa e Spazio di Colleferro, illustra il settore dei lanciatori.

Nel mercato dell’industria spaziale, il settore dei lanciatori rappresenta il 2-3% del volume globale delle attività, eppure è fondamentale perché garantisce l’indipendenza dell’accesso allo spazio.

“L’industria spaziale nel mondo muove una quantità di denaro incredibile che si attesta intorno ai 370 milioni di dollari all’anno. La maggior parte di questo denaro viene impiegato per i servizi forniti dai satelliti e dal manufactoring dei satelliti. Solo ai piedi di questa classifica c’è l’industria dei lanciatori, perno fondamentale per garantire all’Italia e all’Europa l’indipendenza all’accesso dello spazio”.

Restando ancorati ai numeri e alle statistiche, il 30% delle attività nel settore dei lanci sono occupate dalla ricerca e dallo sviluppo perché i lanciatori, come tutti gli strumenti, diventano facilmente obsoleti e dunque perdono la loro competitività.

Importante allora continuare ad investire nelle infrastrutture e nelle competenze, perché un prodotto di qualità è il risultato del connubio tra questi due fattori.

“Grazie ad un accordo con le istituzioni e la Regione Sardegna, abbiamo finanziato un nuovo impianto per produrre lanciatori, motori e componenti strategiche e abbiamo capito che per fare ciò è necessario avere infrastrutture di test complesse, che però non possono stare nel luogo dove si realizzano i manufatti”.

La collaborazione con le Istituzioni dovrà dar vita ad un piano globale strategico in tema di infrastrutture e laboratori, per consentire così lo sviluppo dell’insieme dei lanciatori, dal momento che anche la base di lancio è una struttura importante per l’intera filiera.

“Un prodotto si fa con le infrastrutture e le competenze, e un programma di accesso allo spazio richiede tempi lunghi. Abbiamo cercato di coltivare una rete di competenze insieme a centri di ricerche e Università che spesso però incontrano difficoltà con i bandi di finanziamento”.  

 

, , , ,