Maurizio Molinari sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Maurizio Molinari sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [06]

Al secondo seminario di Italian Open Lab sul dominio spaziale Maurizio Molinari, amministratore unico della TD2 srl, racconta come la piccola società sia riuscita a diventare fornitore ufficiali di grandi aziende del settore spazio e difesa come Leonardo.

Per Bridgestone Italia, invece, progetta macchinari per lo sviluppo della gomma utilizzata dai camion e dagli autoveicoli.

L’At2 srl, società di ingegneria elettronica e elettromeccanica che nel 1988 ha cominciato a sviluppare e ingegnerizzare schede per la parte spazio e Difesa, è l’esempio di come una piccola realtà imprenditoriale riesca ad affermarsi in un settore complicato come quello della cyber security.

“E’ stato difficile restare aggrappati a questo mercato negli ultimi trenta anni. Le Piccole medie imprese hanno maggiormente bisogno di essere tutelate soprattutto quando c’è un know how su cui le grandi imprese sanno di poter contare”.

L’azienda infatti non possiede una propria officina per realizzare i prodotti richiesti dalle grandi aziende, eppure molti clienti le chiedono il prodotto già finito.

Così questa piccola realtà imprenditoriale, che ha sempre lavorato al servizio di altre aziende, è stata costretta a specializzarsi nella parte robotica, elettromedicale e ferroviaria inserendosi nel mercato dello spazio, dell’industria e della Difesa.

Grazie ad anni di esperienza, è riuscita a perfezionarsi anche nello sviluppo dei radar e degli shelter. Tuttavia, nonostante gli sforzi e i risultati raggiunti, Maurizio Molinari coglie l’occasione del seminario sul dominio spaziale per lanciare un appello al mondo istituzionale ed accademico ma anche, e soprattutto, ai grandi gruppi industriali che già possono contare su un’entratura istituzionale.

“Mi viene sempre detto di resistere e io resisto, ma solo perché l’azienda ha un know how su cui le grandi aziende sanno di poter contare. Quindi è fondamentale che chi è grande capisca che il piccolino va alimentato, e perciò continuo a chiedere un maggior coinvolgimento delle piccole realtà nei confronti delle grandi aziende”.

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