Maurizio Vanotti sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Maurizio Vanotti sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [13]

Per la prima volta a un tavolo interistituzionale, la Tyvak International srl di Maurizio Vanotti sceglie Al seminario di Italian Open Lab sul dominio spaziale Maurizio Vanotti espone i progetti e i punti di forza del sistema.

Nata in America da una StartUp e trasferitasi a Torino nel 2015, la Tyvak International srl, rappresentata al seminario sul dominio spaziale proprio dal suo chief commerciale Maurizio Vanotti, riesce ad essere completamente indipendente nei progetti che mette in campo e si occupa di tutte le fasi del progetto.

L’azienda si occupa di design, ma anche di sviluppo e lancio in orbita dei satelliti come il CubeSat.

Grande come una bottiglia di acqua minerale, il Cube è in grado di offrire servizi grazie alla micronizzazione dell’elettronica e della componentistica commerciale e riuscendo a mettere in collegamento vari satelliti.

“Non si può paragonare il satellite Digital Globe con un Cubes, ma è importante far capire che l’approccio è diverso per vari problemi e che l’agilità di un nano satellite è preziosa come assetto nazionale”.

Impensabile fino a 15 anni fa, quando un satellite doveva essere grande quanto una lavastoviglie, adesso anche con un mini satellite è possibile effettuare una missione con una risoluzione al di sotto dei quattro metri, eseguita in nove mesi e lanciata in orbita per un milione e mezzo di euro.

I satelliti possono essere utilizzati sia per la detezione della pioggia, ma anche per l’acquisizione di sensoristica distribuita sul territorio con finalità tattiche o commerciali (come la ricezione di segnali di alcuni dispositivi).

“La nostra crescita è basata su programmi, e non solo sui finanziamenti. Ciò che importa è la risposta del cliente soprattutto di fronte ai tempi di realizzazione dei progetti. Le nostre tempistiche, dal momento in cui si propone l’idea a quando parte il contratto, sono nell’ordine delle settimane e ciò comporta di avere asset in orbita nel giro di un anno o, al massimo, un anno e mezzo”.

 

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