Paolo Cerabolini sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Paolo Cerabolini sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [19]

Paolo Cerabolini, Head of Research and Innovation presso la Compagnia Generale per lo Spazio SpA, coordinatore spazio del Distretto Aerospaziale Lombardo e amministratore unico di OHB, al secondo seminario di Italian Open Lab sul dominio spaziale, illustra la ricetta che ha fatto della piccola azienda che amministra un punto di riferimento internazionale nel settore dell’aerospazio.

“Le Piccole e medie imprese non devono rimanere chiuse nel loro ambito, possono fare tanto federandosi insieme. Anni fa il presidente dell’Aerospazio Lombardo ammetteva la difficoltà a chiudere grossi contratti con le Pmi per la loro poca affidabilità economico-finanziaria. Perciò bisogna federare le Pmi, mentre i Distretti devono supportarle all’internalizzazione e ad integrarsi tra di loro per spingerle a partecipare a grossi progetti internazionali”.

Venti anni fa OHB era una piccola impresa milanese che fu acquisita da un professore di Merano, già titolare di un’azienda in Germania, che allora riuscì a realizzare e lanciare un piccolo satellite (Mita) federando intorno a sé altre piccole medie imprese.

Adesso è diventata parte della divisione Space System, opera sul mercato istituzionale, occupandosi di grandi progetti europei, e anche sul mercato commerciale.

Non è facile ammettere che il tedesco medio quando guarda all’Italia vede un sistema politico instabile e una situazione economica poco convincente per gli investimenti.

Ecco perché ha venduto il suo satellite di osservazione della Terra (Naos) al Lussemburgo ed ecco perché l’Italia deve investire sempre di più nella ricerca. Solo così può occupare quel ruolo di eccellenza che le compete e superare tutti i limiti burocratici che pesano sullo sviluppo del Paese.

“Siamo un Paese povero di materie prime e con una popolazione vecchia, ma siamo anche un Paese a forte vocazione manifatturiera, una manifatturiera di qualità. Dunque, per non essere fagocitati da Paesi in via di sviluppo, dobbiamo investire nella ricerca ben consapevoli che il nostro settore è in grado di stimolare la crescita dell’intero sistema Paese”.

Giusto, allora, applicare al sistema Italia i principi della Spesa Economica, in grado di ridurre i costi di sviluppo (soprattutto del personale), di diventare un polo d’attrazione per gli investimenti privati e un settore trainante per l’economia sia in maniera diretta che indiretta.

“Il nostro settore è in una fase di cambiamento. Prima si diceva: più spazio per lo spazio. Oggi invece il dogma è: spazio per i cittadini, cioè fornire loro un servizio. Ma per farlo la burocrazia deve efficientarsi così come facciamo ogni giorno noi Pmi. I pagamenti delle Pmi sono un vero dramma, sia se provengono da grandi imprese che dalle istituzioni. Perciò se il sistema intero riuscisse ad efficientarsi il nostro Paese può ripartire”.

 

 

 

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