Raffaele Iovino sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Raffaele Iovino sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [15]

Al secondo seminario di Italian Open Lab sul dominio spaziale, il colonnello Raffaele Iovino, Capo ufficio del dipartimento Spazio del Segretariato Generale della Difesa (SGD), illustra l’efficacia di Cosmo Scanner Second Generation.

Si tratta di una nuova piattaforma che rappresenta l’eccellenza delle capacità industriali italiane sia per la realizzazione che per l’impiego operativo della piattaforma.

“La piattaforma è dual use sia nella misura istituzionale, dal momento che vede la cooperazione dell’Asi e del Ministero della Difesa, che commerciale perché prevede partecipazioni industriali e partnership con altre nazioni che sfruttano la nostra infrastruttura per la loro difesa come fa ad esempio la Polonia”.

Le politiche sullo spazio del SGD influiscono sullo sviluppo programmatico di tre settori fondamenti: l’osservazione della Terra, le Telecomunicazioni e la competitività in ambito europeo.

“Il segmento di Terra è molto complesso, perché è in continua evoluzione. Dunque per l’Italia essere un Paese rilevante nella difesa dello spazio significa mettere a punto sempre nuove strategie tecnologiche di sviluppo”.

Nel campo dell’osservazione radar della Terra, l’Italia ha messo a punto, in collaborazione con la Difesa israeliana, un satellite ottico molto performante di cui si servono anche altre nazioni.

Fruttifera, in campo radar, è anche la collaborazione con la Francia che, a differenza della Polonia, scambia con l’Italia le capacità ottiche senza limitarsi al solo utilizzo dei progetti italiani.

Nel campo delle Telecomunicazioni, il progetto Sicral 3 ha inoltre permesso di ridurre le dimensioni del Sicral della Difesa, mentre l’uso del lanciatore Vega ha fornito un grosso contributo al settore manifatturiero nazionale.

Sul fronte europeo, infine, sono già partite le lettere di intenti con cui gli Stati si impegnano nella realizzazioni di progetti dell’ IADP.

“Noi stiamo accelerando con Galileo e abbiamo anche una linea di sviluppo per una piattaforma stratosferica che ha l’obiettivo di stazionare a 20 km di quota e che, a seconda del sensore che si inserisce, fornisce diverse capacità”.

L’obiettivo dunque è sviluppare un livello di cooperazione sia in ambito nazionale che internazionale e sia con altri enti della Difesa che con l’Agenzia Spaziale Italiana e con l’industria nazionale

“Dobbiamo prestare attenzione soprattutto allo Spacial Situation Allarmer (SSA), perché migliaia di satelliti saranno lanciati in orbita e c’è da tutelare le nostre piattaforme e le comunicazioni tra il nostro personale”.

 

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