Raffaele Volpi sul Dominio Spaziale

16/04/2019

Raffaele Volpi sul Dominio Spaziale

II Seminario Italian Open Lab [02]

Raffaele Volpi è il primo relatore è un esperto di dominio spaziale e spetta a lui aprire il tavolo dei lavori del secondo seminario di Italian Open Lab.

La prima sfida lanciata dall’attuale presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica), già Sottosegratario alla Difesa, è la costituzione di una cabina di regia per il settore aereo-spazio che possa mettere insieme sia la parte industriale che quella della ricerca.

“Sto cercando di importare la stessa struttura del settore industriale all’interno della Difesa, perché abbiamo bisogno di essere solidi sia in termini tecnici che industriali rispetto ad una competenza molto aggressiva da parte degli altri Paesi”.

Per fare ciò e per mantenere una posizione da leader nel contesto geopolitico, l’Italia deve conoscere i propri limiti e deve godere del supporto del Governo e di Segretarati strategici come quello della Difesa.

Quindi importante è capire cosa l’Italia può realizzare insieme ad altri Paesi, senza però permettere agli alleati di inquinare i propri progetti. Riconoscere poi l’affidabilità di chi si dichiara un supporto è un tassello fondamentale per continuare nel lavoro di sicurezza nazionale.

“Penso alla scelta della Cina di portare una propria sonda sulla parte buia della Luna. Di certo non lo fanno per un investimento tecnologico, ma il segnale di un nuovo dominio nello spazio resta sempre un condizionamento psicologico legato alle sicurezze nazionali. Fare alleanze è fondamentale ma è necessario mantenere sempre la capacità di essere parte del sistema spaziale”.

Importante dunque è capire qual è il sistema Italia rispetto alla propria presenza industriale e geopolitica all’interno della storia Transatlantica e rifarsi così all’architettura gotica come esempio di strutturazione del lavoro per il raggiungimento degli obiettivi.

“Guardando la Cattedrale di Notre Dame non posso non pensare che le forme del gotico rappresentano uno sguardo verso la spazio e l’intento di declinare il concreto verso un grande sogno: è questo a cui deve tendere l’Italia”.

Le Università da questo punto di vista giocano un ruolo più che fondamentale, perché sono la fucina di ricerche e progetti da sviluppare e migliorare. L’Ateneo di Tel Aviv è la dimostrazione di come una struttura universitaria si possa mantenere economicamente solo sulla vendita dei brevetti.

“A Tel Aviv però si fa ricerca pura. Noi abbiamo bisogno di ricerca pratica e quindi di sviluppo, ma per farlo bisogna investire di più nella ricerca. Nel settore aereo infatti siamo arrivati alla quinta generazione. Mi chiedo quale sarà la sesta e credo che la sesta è la fisica quantistica applicata alle piattaforme”.

E’ questa allora la sfida che l’Italia deve affrontare ed è obbligata a vincere.

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